Mali Lošinj

Lussinpiccolo (in croato Mali Lošinj) è la principale località dell'isola di Lussino, in Croazia, e uno dei centri più popolosi della regione litoraneo-montana, con 8.388 abitanti, nonché capoluogo dell'omonima città.

Geografia

Lussinpiccolo è situata in amena posizione nella valle d'Augusto, un profondo porto naturale riparato dalla bora che sviluppa lungo l'asse principale dell'isola e che comunica col mare attraverso due bocche - Bocca Vera, navigabile, e Bocca Falsa, agibile soltanto con gommoni e piccoli motoscafi. La città si stende sui due lati del porto, ma principalmente sul soleggiato lato settentrionale, dove a causa del recente incremento demografico ha raggiunto la cresta collinare che funge da spartiacque. La città è il maggior centro abitato di tutte le isole del Quarnero ed è capoluogo di un comune che si estende anche sulla parte meridionale della contigua isola di Cherso.

Storia

Da piccolo villaggio di pescatori (in croato Malo Selo, piccolo villaggio, in antitesi all'allora più popoloso Velo Selo, l'attuale Lussingrande/Veli Lošinj), Lussinpiccolo conobbe in breve tempo un rapido sviluppo grazie ad un'intraprendente classe mercantile che nel giro di pochi secoli la rese patria di armatori e capitani. Lussinpiccolo raggiunse il suo apogeo tra la fine del Settecento e l'Ottocento, quando ad onta del suo nome divenne il centro più popoloso di Lussino, strappando alla vicina Lussingrande il ruolo di capoluogo dell'isola (1806). In quel periodo la marina lussignana divenne tra le maggiori dell'Adriatico e i velieri di Lussino (di cui rimane traccia nello stemma comunale) giunsero a varcare gli oceani. Con il progressivo declino della navigazione a vela, gli armatori di Lussino dovettero cedere il loro primato, ma l'Istituto Nautico di Lussinpiccolo continuò a sfornare numerosi capitani di lungo corso della marina austro-ungarica. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si contarono le prime presenze turistiche, principalmente dell'aristocrazia austriaca. Nel 1856 l'arciduca Massimiliano d'Asburgo pose la prima pietra della diga frangiflutti a Rovensca, mentre l'arciduca Carlo Stefano scelse il vicino porticciolo di Lussingrande come luogo di vacanze, apprezzandone la mitezza e la salubrità del clima. Il 4 novembre 1918 la regia nave Orsini attraccò a Lussinpiccolo, prendendo possesso dell’isola in nome del Regno d'Italia, acquisto confermato dai successivi trattati di pace. Lussinpiccolo divenne così l'estrema propaggine della Venezia Giulia, con funzione di scalo intermedio per i collegamenti tra Pola e Zara. In quel periodo l'afflusso di turisti fu tuttavia moderato. L'isola passò alla Jugoslavia nel 1947, anno in cui la quasi totalità della popolazione italiana prese la via dell'esodo. Privata della componente sociale che aveva fatto del mare la ricchezza dell'isola, e ripopolata con famiglie dell'entroterra balcanico, nel dopoguerra l'economia dell'isola subì in un repentino tracollo, riducendosi ad una povera economia di sussistenza. Soltanto a partire dagli anni Settanta Lussinpiccolo ha cominciato a valorizzare la propria vocazione turistica, aprendosi al turismo internazionale; oggi è un ridente centro balneare, con una vasta offerta alberghiera e un'altrettanto ricca varietà di spiagge (tra cui Cigale e Val di Sole).



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